connettore in inox

Capannone industriale in provincia di Milano


L’intervento di antisfondellamento per un edificio industriale costruito tra gli anni ’60 e ’70 e interessato da uno stato di degrado diffuso rilevato con un’attenta campagna diagnostica. La problematica e le responsabilità connesse alla sicurezza sui luoghi di lavoro all’attenzione degli addetti ai lavori.

Un improvviso episodio di sfondellamento nella zona di finitura delle lavorazioni è stato l’avvio per una campagna diagnostica dei solai di un importante capannone industriale al fine di individuarne le reali condizioni di stabilità.
La tipologia dell’edificio è quella tipica degli stabilimenti costruiti a cavallo degli anni ’60 e ’70, quando si è proceduto per porzioni aggiuntive in fasi successive per affrontare le necessità di ampliamento dei siti industriali in forte espansione/sviluppo.
L’edificio è una struttura a pianta rettangolare scandita con regolarità da pilastri in calcestruzzo precompresso che ne definiscono ambienti ampi, adatti alla posa di macchinari e attrezzature per la produzione industriale, e soffitti piani costituiti da una soletta realizzata in latero-cemento ed una finitura ad intonaco.
L’episodio di caduta di una porzione di intonaco e pignatte in laterizio e la presenza di macchie di umidità hanno indotto ad ipotizzare come probabile la problematica dello sfondellamento tipica di questa tipologia di solai. Il fenomeno, denominato anche scartellamento, consiste proprio nel distacco e nella successiva caduta delle cartelle inferiore dei blocchi di alleggerimento, ossia delle pignatte, (cosiddetti fondelli) su solai in latero-cemento.

ANALISI DEL DANNO SUI SOLAI

Al fine di identificare con chiarezza la problematica in atto, si è proceduto ad un’analisi termografica che ha evidenziato la presenza di un’unica tipologia costruttiva delle solette, costituita dall’accostamento di travetti portanti in calcestruzzo armato gettato direttamente in opera, e blocchi di alleggerimento (pignatte) interposti, con una sezione resistente pari a circa 18 cm (comprensivi dello spessore della cappa superiore ipotizzata a circa 2 cm di altezza e sprovvista di rete elettrosaldata). Inoltre, i travetti portanti in calcestruzzo gettato in opera presentano una larghezza di circa 10 cm ed un interasse di 38 cm mentre l’intradosso è rifinito da uno strato di intonaco di spessore contenuto compreso tra 0,80÷1,00 cm.
Successivamente, un’indagine di auscultazione sonica SonispectÒ ha consentito di individuare con precisione le zone a rischio di eventuali sfondellamenti o lesioni negli elementi in laterizio, oltre ai distaccamenti del solo intonaco.
I risultati della campagna diagnostica eseguita e l’osservazione di macchie di umido chiaramente connesse ad infiltrazioni di acqua, hanno indotto alla definizione di interventi di messa in sicurezza, da estendere anche alle eventuali zone limitrofe indicate come scadenti, in modo da prevenire che una ulteriore evoluzione del fenomeno del degrado potesse portare all’innesco di pericolosità maggiori.
Si è tenuto conto, infatti, che le interazioni fisiche e chimiche tra i materiali possono produrre, a seguito della saturazione di acqua nella soletta, la dilatazione dei laterizi e che questi ultimi, spingendo sui travetti in calcestruzzo, generano compressioni capaci di innescare la fessurazione dei setti ed il successivo distacco del fondello, non solo per le zone pericolose, dove il rischio di crollo di materiale è apparso quanto mai concreto, ma anche per le zone che denotavano un pessimo stato di conservazione.

INTERVENTO CON SISTEMA FIBRE NET

Valutate le diverse tipologie di interventi possibili ed il loro impatto economico, i progettisti hanno previsto l’applicazione all’intradosso di tutte le solette interessate di una rete anticaduta per materiali inerti che potesse garantire una portata di contenimento almeno pari a 40 kg/mq.
E’ stato scelto di posare quindi, su circa 1.500 mq di superficie, il sistema LIFE+, composto da reti in G.F.R.P. (Glass Fiber Reinforced Polymer) e connettori metallici appositamente dimensionati, al fine di prevenire la possibile caduta degli elementi delle pignatte.
In particolare, l’intervento è stato realizzato con la posa di rete in GFRP maglia 99×99/33 mm, rete preformata in materiale composito fibrorinforzato a maglia principale quadra monolitica prodotta con tecnologia Textrusion®, costituita da fibra di vetro AR (Alcalino Resistente) e resina termoindurente di tipo vinilestere-epossidico, in grado di contenere anche i più piccoli frammenti che dovessero staccarsi dal solaio.
Per la posa della rete si procede semplicemente srotolando il rotolo di rete in GFRP ed applicandolo in aderenza all’intradosso lungo la direzione ortogonale all’orientamento del solaio; il fissaggio viene realizzato mediante la foratura dei travetti in calcestruzzo armato e l’inserimento di tasselli meccanici con vite e rondella in acciaio galvanizzato, in quantità di 3 per ogni metro quadrato, dimensionati per applicazioni su travetti in calcestruzzo ammalorato. La rete è stata posizionata tra la superficie dei plafoni e le rondelle, tesata in fase di installazione e lasciata a vista.

 

SCHEDA CANTIERE
OGGETTO_Intervento di messa in sicurezza dei solai di una porzione di capannone industriale
LOCALITA’_Provincia di Milano
PROGETTISTA_Ing. Mariano Onorati, Desio (MB)
IMPRESA APPALTATRICE PRINCIPALE_IMPR.EDI.VA Srl, Varazze (SV)
REALIZZAZIONE_2015

SISTEMA FIBRE NET


> per RINFORZO ANTISFONDELLAMENTO

SISTEMA LIFE+: rete in GFRP maglia 99×99 mm, connettori e angolari in acciaio galvanizzato