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COMPLESSO SANTOSPAGO, L’AQUILA – riparazione con miglioramento sismico e restauro conservativo


Riparazione con miglioramento sismico per i tre edifici che compongono un complesso architettonico di pregio nel centro storico di L’Aquila. Sistema RI-STRUTTURA per intervenire sui danni riguardanti murature in pietrame e mattoni pieni di cattiva qualità.

L’area oggetto del progetto di riqualificazione e miglioramento post-sisma, comprende tre edifici distinti, sorti in epoche differenti ma aventi caratteristiche costruttive simili.
L’edificio più antico, Palazzo Dragonetti, risale alla fine del XV secolo e, nonostante i numerosi rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli, ha conservato molti caratteri originari. Il secondo, Palazzo Barattelli, è un edificio di cinque piani che delimita il lato meridionale di Piazza Bariscianello, costituendo degno fondale della vasta scenografia urbana attinente la basilica di San Bernardino nel centro storico di L’Aquila. Il terzo, ben diverso dai precedenti due per valore storico-artistico, è situato al civico 20 di via Fortebraccio; lievemente arretrato rispetto alla strada, si tratta di un’aggiunta o rifacimento di epoca più recente (primi Novecento).

DESCRIZIONE
Valore storico monumentale è stato riconosciuto all’intero complesso architettonico in base al D.Lgs 42/2004. In particolare, palazzo Barattelli è soggetto all’art. 45 (tutela indiretta) del predetto Decreto, mentre il resto del compendio è soggetto all’art. 10 c.3. I due palazzi presentano dunque elementi di pregio architettonico brevemente riassumibili come segue.

Palazzo Dragonetti presenta: _portale di ingresso (civico 12) in conci di pietra sagomata, cornici delle finestre e dei portali, angolata in pietra su piazza Bariscianello; _stemma (arma) in pietra finemente scolpita sull’angolata sud; _vano di ingresso al piano terra, pavimento in cotto antico e copertura in volticine a crocera in mattoni pieni; _muro a scarpa al piano terra, lato terrazzo in c.a.; _loggiato del vano scala monumentale (pavimento in acciottolato, pilastri, capitelli, scalea, modanature, arcate, capriate), nicchia artistica sul pianerottolo.

Palazzo Barattelli presenta:_facciata su Piazza Bariscianello in dignitose linee ottocentesche, con sagome di bugnati realizzate in malta; _cornici alle finestre; _pregevoli volte in foglio del piano seminterrato; _scala di distribuzione ai piani superiori di chiaro richiamo al liberty internazionale, con modanature a moderate volute e pianerottolo con pianta curva, cartigli ciechi ai vari piani.

Unico elemento di pregio storico del terzo edificio è la volta di copertura, parzialmente crollata, del grande vano al piano terra, volta in laterizio in foglio, a padiglione, su campata unica.

ANALISI DEL DANNO SULLE STRUTTURE
L’agglomerato edilizio presentava gravi danni distribuiti in maniera sostanzialmente omogenea a tutti i livelli fuori terra tra le strutture portanti, con lieve concentrazione in determinate porzioni dell’aggregato; al piano interrato invece il quadro fessurativo si presentava solo di lieve entità.

I maschi murari di palazzo Barattelli, sia esterni (ma privi di paramento in conglomerato cementizio) che interni del piano terra, primo, secondo, terzo hanno riportavano fessurazioni per la quasi totalità a croce o sub verticali diffuse su tutte le murature dei vari livelli; esse, come detto, riguardavano sia i muri in pietrame esterni che quelli interni sempre in pietrame o in mattoni pieni più snelli. Le murature perimetrali con paramento esterno ammorsato in blocchi di conglomerato cementizio presentavano invece fessurazioni per lo più non passanti che interessavano soprattutto il paramento interno in pietrame, presentando esternamente solo lievi scorrimenti dei blocchi.
Come risultava evidente dall’analisi del quadro fessurativo, le lesioni erano presenti in quasi tutti i maschi murari compresi tra le aperture, sintomo di un meccanismo di rottura tipico dovuto al taglio nel piano.
I solai di calpestio in acciaio e laterizio ai vari livelli presentavano lesioni sull’intradosso in corrispondenza degli elementi in laterizio e delle distribuzioni impiantistiche, con presenza di ampi distacchi di intonaci diffusi a tutti i livelli. Lo strato di intonaco, spesso di ragguardevole spessore, con il proprio peso e la scarsa adesione si presentava però, ove non già crollato durante l’evento sismico, distaccato o in stato di precaria stabilità.
Anche le volte ai vari livelli dell’edificio presentavano fessurazioni sulla superficie di intradosso e risultavano in parte crollate in corrispondenza di un fondo dell’interrato.

Per quanto riguarda palazzo Dragonetti e l’edificio contiguo individuato al civico 20 di via Fortebraccio, i maschi murari del piano primo e del piano mezzanino avevano riportato fessurazioni per la quasi totalità passanti, a croce o sub verticali, di ampiezza, in taluni casi, anche centimetrica e diffuse su tutte le murature dei vari livelli; esse riguardavano sia i muri in pietrame esterni sia quelli interni.
I solai di calpestio in acciaio e laterizio ai vari livelli presentavano lesioni sull’intradosso in corrispondenza degli elementi in laterizio ed in corrispondenza delle distribuzioni impiantistiche, con presenza di ampi distacchi di intonaci diffusi a tutti i livelli. Anche le volte ai vari livelli dell’edificio presentavano fessurazioni sulla superficie di intradosso.
Dall’analisi del danno delle strutture murarie era emerso che nel complesso si erano manifestati per lo più meccanismi nel piano delle murature, ossia di “II modo”; i danni presenti serano dovuti al raggiungimento della resistenza ultima dei pannelli murari per azioni sismiche parallele al loro piano.
Dall’analisi del quadro fessurativo era emersa però anche la presenza di meccanismi fuori piano di “I modo” con attivazione di ribaltamenti rigidi di intere pareti o porzioni di esse riscontrabili principalmente in corrispondenza dell’angolo tra piazza Bariscianello e via Fortebraccio e delle pareti terminali del lato dell’agglomerato, in corrispondenza del civico 20 di via Fortebraccio.
La principale vulnerabilità sismica dell’aggregato, emersa dall’esame visivo della struttura e dai risultati delle indagini svolte, risultava la cattiva qualità delle murature, sia in pietrame, che in mattoni pieni: pietre grossolanamente sbozzate, presenza di elementi di dimensioni anche ridotte, presenza di nucleo scadente, malta di bassa consistenza con zone in cui era presente anche in grossi spessori per sopperire all’irregolarità delle pietre.
Tali pareti inoltre erano state spesso indebolite dalla realizzazione delle tracce impiantistiche che ne avevano localmente ridotto la sezione. In aggiunta alla cattiva qualità dei maschi murari, altre vulnerabilità riscontrare erano la presenza di una copertura eccessivamente ‘pesante’ per Palazzo Barattelli e la presenza di un telaio in c.a. che interferiva con il comportamento delle strutture di Palazzo Dragonetti.

SISTEMI FIBRE NET
Per incrementare le caratteristiche meccaniche delle murature sono stati realizzati interventi di rinforzo mediante applicazione di intonaco armato con rete in fibra di vetro su entrambe le facce, collegata trasversalmente. Questa metodologia di rinforzo è stata applicata su tutte le pareti in muratura di pietrame caratterizzate dalla presenza di nucleo scadente e sulle murature in mattoni pieni.
La scelta di questa tipologia di intervento è stata dettata in primo luogo dalla tipologia muraria presente così come rilevata dalle indagini eseguite. Infatti, le caratteristiche dei setti in pietrame (nucleo interno scadente e pietre di forma e apparecchiatura molto irregolare, malta di bassissima resistenza meccanica e distribuita anche in forti concentrazioni) e delle murature in mattoni pieni (non a regola d’arte in alcune porzioni dei maschi) avevano fatto decadere in maniera rilevante la resistenza ultima e la duttilità dei paramenti murari, inducendo i progettisti a procedere con un intervento di rinforzo che potesse al contempo incrementare la compattezza delle murature, la loro duttilità e la loro resistenza.
La tecnica dell’intonaco armato – SISTEMA RI-STRUTTURA – realizzato con rete in GFRP maglia 66x66mm, eseguito su entrambe le facce della muratura e ricollegato trasversalmente, consente di conseguire tali finalità, mentre l’impiego dei materiali compositi in luogo dell’acciaio conferisce all’intervento un’elevata durabilità ed una minore alterazione della rigidezza complessiva della parete, potendo realizzare intonaci di minore spessore (max. 4 cm).
L’applicazione della rete in fibra di vetro è stata estesa a tutte le pareti interne ed esterne (ad esclusione di quelle con paramento in conglomerato cementizio), in pietrame ed in mattoni pieni, per tutti i livelli fuori terra.
In corrispondenza degli angoli sono stati impiegati degli elementi angolari per realizzare la continuità del rivestimento armato, angolari in GFRP maglia 33X66mm. I collegamenti trasversali sono stati realizzati mediante l’accoppiamento di connettori in vetroresina ad “L”, connettori in GFRP, in numero di 4 al metro quadro, sigillati con ancorante chimico.

A palazzo Bertarelli, in corrispondenza del marcapiano, per solidarizzare il rinforzo al paramento esterno in conglomerato cementizio, sono stati realizzati una serie di perfori armati con barre in GFRP che si sovrappongono alle reti in composito.
Per quanto riguarda la parete di facciata con paramento esterno in blocchi di conglomerato cementizio l’applicazione dell’intonaco armato con rete in GFRP è stata realizzata solo sul lato interno della muratura con l’ausilio di perfori armati in misura pari a 4 al metro quadrato per collegarla ai blocchi del paramento esterno aventi quindi anche funzione di diatoni.
Avendo i blocchi dimensioni pari a 30×20 cm e profondità di circa 30 cm, le perforazioni armate sono state eseguite fino a 5 cm circa dal paramento esterno ed ancorate quasi su ogni blocco realizzando un elemento solidale tra il paramento esterno in conglomerato cementizio e l’intonaco armato interno. La scelta di questa soluzione risponde a due duplici scopi: ribilanciare la rigidezza dei setti perimetrali, in cui il paramento esterno in cemento, molto più rigido, rende eccentrico il comportamento di tali elementi nel piano, ed impacchettare la muratura attraverso il collegamento diffuso trasversale della nuova paretina interna ai blocchi in conglomerato. La muratura così confinata presenta una duttilità molto più alta, oltre che un incremento di resistenza per l’applicazione dell’intonaco armato con rete in fibra di vetro sul lato interno. Tale scelta risponde anche al requisito di conservazione del bene vincolato in quanto non si danneggia il paramento esterno oggetto specifico di vincolo diretto da parte della Soprintendenza.

 

SCHEDA CANTIERE
OGGETTO Riparazione con miglioramento sismico e restauro conservativo di un immobile soggetto a vincolo diretto e classificato “e” a seguito del sisma del 6 aprile 2009
LOCALITA’ L’Aquila, centro storico
COMMITTENTE Consorzio Santospago Bariscianello
PROGETTISTI Area Progetto Associati (PG)
IMPRESA APPALTATRICE Fratelli Ettore e Carlo Barattelli srl
REALIZZAZIONE 2015

SISTEMI FIBRE NET
per CONSOLIDAMENTO MURARIO
SISTEMA RI-STRUTTURA: rete in GFRP maglia 66×66 mm, angolari in GFRP maglia 33×66 mm, connettori in GFRP, barre in GFRP